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  • Ambra Piscopo

Posso cambiare?

Le neuroscienze sono ancora disciplina ricca di studi in atto per cui non esiste una “verità” assoluta ma le basi scientifiche sono fondamentali per dare sostegno alla Change Map. Alcune domande aiutano a comprendere cosa siano le neuroscienze e come funzioni il nostro cervello specie in relazione alle nostre emozioni:

  • Apprendimento: come fa il nostro cervello a processare le informazioni e gli stimoli?

  • interazione: perché le emozioni sono contagiose e influenzano le persone? Le persone possono influenzare le emozioni?

  • Risultati: da cosa dipende la fiducia e cosa serve per ottenerla? Apprendimento Il nostro cervello è cablato per immagazzinare informazioni ed elaborarle il più velocemente possibile; gli schemi mentali, le emozioni, i sentimenti sono processi rapidissimi poiché derivano dalla nostra esperienza passata e viaggiano su quei circuiti rapidi e già appresi. Più difficile è il cambiamento di questi schemi che tendono a ripresentarsi per “facilitarci” la vita. Lo stesso vale nelle aziende: la frase “si è sempre fatto cosi” è all’ordine del giorno, come se ciò che nel passato ha funzionato debba perpetuarsi per sempre. Ma studi ed evidenze hanno dimostrato che è invece il cambiamento l’elemento essenziale ad oggi nelle aziende, quindi, come nel cervello, occorre cambiare i vecchi schemi organizzativi e affacciarsi ai cambiamenti. Il nostro cervello ha bisogno di alcuni punti di riferimento e quindi si riconnette automaticamente a circuiti neuronali già vissuti che inquadrano e ci fanno vedere il mondo sotto quella lente. La difficoltà ad accettare il cambiamento deriva dall’automatica connessione dei circuiti ogni qualvolta nuove informazioni entrano. Il cervello va alla ricerca di circuiti già visti ed elimina quelli che non riconosce. La vera forza del cervello però è anche la sua plasticità (definita “neuroplasticità) che permette proprio di immagazzinare informazioni altre ed elaborarle e viverle (con più lentezza e in un arco di tempo più lungo) fino a modificare quelle sinapsi - circuiti e connessioni neuronali. Le connessioni nervose cambiano e si modificano in risposta agli stimoli dell’ambiente. Il primo passo per cambiare il nostro cervello e quello altrui è RICONOSCERE come funziona e riconoscerne gli schemi.Nel cervello vi sono milioni di “ponti” tra le sinapsi e i neuroni che elaborano e connettono tra loro esperienze, emozioni e concetti. Più informazioni inseriamo e più ponti creiamo. Il cambiamento implica spesso un “ricollegamento” di questi ponti, motivo per il quale il cambiamento è spesso lungo e faticoso (RESISTENZA). L’intelligenza di ciascuno è semplicemente la somma dello sviluppo di connessioni neuronali in risposta all’ambiente in cui si vive e alle informazioni che si ricevono quotidianamente. Occorre in un certo senso sovrapporre le nuove conoscenze alle vecchie mappe, nonostante lo stress o situazioni di tensione eccessive tendono a far prevalere le vecchie mappe poiché il cervello, avendo bisogno di punti fermi, va a cercare ciò che di più familiare esiste per riequilibrare le situazioni stressogene. Questo accade inoltre perché tendiamo a utilizzare il passato per leggere il futuro come se ci si aspettasse sempre che ciò che è stato sarà il presente o il reale; leggiamo la realtà sotto una lente passata e viviamo un futuro che ci aspettiamo, mentre dovremmo abituarci a leggerla sotto informazioni nuove e presenti. Le emozioni in questo ci porgono un aiuto prezioso poiché ci regolano e ci aiutano a valutare le situazioni confrontandole con le nostre reazioni e quelle altrui. Fondamentale attivare l’attenzione (ippocampo sede deputata all’attenzione nel nostro cervello), poiché è solo grazie all’attenzione vigile che nuove informazioni possono entrare ed essere elaborate. Creando e mantenendo il coinvolgimento emotivo, aumenta nelle persone la capacità di prestare attenzione e di esercitare con ripetizione le nuove informazioni per aumentare i ponti neuronali e ampliare i propri schemi.

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